Il mese nero della politica. Concime per un nuovo inizio.

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E’ strano pensare che il mese più buio e nero nella storia della politica italiana possa anche diventare un motivo di interessamento e di passione nella cosa pubblica. O almeno così è stato per me.

Aprile 2013. Dopo quasi due mesi di sterili tentativi di creare una maggioranza quantomai risicata, il PD e il suo “leader” (che poi si dimostrerà tutt’altro) Bersani si trovano ad affrontare un momento solenne e sempre importante: l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. E’ qui che si consuma uno dei più grandi delitti della storia politica, che vedrà come vittime il Pd stesso e il popolo italiano. La storia (purtroppo) è ben nota a tutti e fin troppo melodrammatica. Dalla prova di inciucio con Marini, alla tremenda sconfitta di Prodi per mano dei 101 franchi tiratori, all’impossibilità cocciuta del Pd di convergere nell’appetibile nome di Rodotà, proposto su un piatto d’argento dal M5S, sino al colpo di grazia per eccellenza. La salita al Quirinale di Bersani, Silvio e Monti per implorare Napolitano, intento già a far le valigie, a rinnovare il proprio settennato è stata il culmine di una telenovela incomprensibile. La successiva strigliata di Re Giorgio II nel discorso di insediamento in parlamento è stata accolta da sonori applausi dai politici stessi, i colpevoli di tutto ciò, tutto sommato felici di essersi salvati il culo ancora una volta. Il vincitore assoluto di questa baraonda è stato, neanche a dirlo, il buon vecchio Silvio, che una volta tanto aveva seriamente rischiato di esser messo all’angolo della politica da Pd&M5S riuscendo tuttavia a cavarsela (per demeriti altrui ovviamente) e ad uscirne ancor più pulito e rinvigorito. Pd affondato, Pdl in salita. What else?

Ecco, dopo un periodo del genere qualunque buon cittadino avrebbe  tratto (e lo ha senz’altro fatto) le sue conclusioni sulla pessima politica. Altri, invece, come me hanno preso spunto da questo tracollo politico per interessarsi ancor di più all’argomento e seguire gli sviluppi del nostro Paese. Partendo dal presupposto che più in basso di così non si può andare, possiamo cambiare le nostre prospettive in meglio. Magari non commettendo lo stesso errore di affidarci ad una classe dirigente vecchia e ormai scaduta, che in 20 anni ha cambiato l’Italia in peggio. Per questo tutto il marcio degli ultimi tempi può fare solo da concime per un nuovo inizio. Come cantava De Andrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior“. Solamente che quel mese per la politica non è stato letame. Ma proprio merda.

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