Dopo due decadi, è decaduto!

ImmagineEbbene sì. Dopo oltre 20 anni dalla sua entrata in parlamento, Silvio Berlusconi è stato cacciato dal Senato in seguito alla famosa condanna definitiva per evasione fiscale. E’ stata applicata la Legge Severino, da lui stessa votata (ma tu guarda gli scherzi della vita!) durante il governo Monti, che fa decadere dalle cariche pubbliche chi abbia subito sentenze definitive.

Così, mentre in Senato toglievano il nominativo “Berlusconi” dalla sua seggiola, lui era in piazza, davanti alla sua umile dimora di Palazzo Grazioli, a incitare e aizzare i suoi “giovanissimi” sostenitori contro la magistratura di sinistra, il colpo di Stato e tutte le persone comuniste che sono contro di lui, vale a dire contro la “libertà”. Ora, a caldo verrebbe da incazzarsi e scandalizzarsi sentendo le parole di Silvio, per cui meglio farlo a mente fredda.

Ecco la situazione non cambia per niente. Ci sono tante domande che dovremmo porci. “Perché parla di “libertà violata” se tutti i Paesi civili prevedono la sottrazione della libertà ai colpevoli di reato? Perché ci sono milioni di persone che continueranno a votare Berlusconi fin dentro la propria bara? Perché in Italia essere di destra vuol dire essere miseramente berlusconiano? Ma soprattutto, perché ci hanno messo tanto ad espellere Silvio dal parlamento?” Ci sarebbero tante risposte, più o meno adeguate. Ma forse ne dovremmo scegliere una per tutte. “Perché l’Italia è da sempre il Paese in cui i furbetti e i malavitosi vanno avanti e hanno strada spianata, sorretti da un popolo che guarda alla creazione della ricchezza e del potere a scapito del prossimo, al fregare lo Stato e al circondarsi di belle donne come l’obiettivo della vita.”

Immagine

La nostra unica speranza sta nel futuro e nei suoi nuovi rappresentanti. Negli ideali talmente semplici da perseguire che forse, un giorno, ci domanderemo: “Ma come cazzo abbiamo fatto a buttare 20 anni della nostra storia dietro Silvio Berlusconi?” 

Annunci

50 anni fa l’omicidio di JFK: il suo ricordo nelle frasi storiche

Immagine

Era il 22 Novembre 1963 quando, alle 12.30, Lee Harvey Oswald sparò a morte l’allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, in un corteo presidenziale per le vie di Dallas. Da allora niente al mondo fu più lo stesso. Gli USA persero in un vile attentato uno dei suoi migliori presidenti, che in pochi anni riuscì ad emergere come figura autorevole e umana al tempo stesso per poi diventare nei decenni successivi un personaggio mitico del mondo occidentale. Ancora oggi, a 50 anni di distanza dalla sua morte, JFK è vivo nei ricordi degli americani e nei princìpi in cui credono. Ci sarebbero migliaia di storie e azioni da raccontare di lui, ma il modo migliore per ricordarlo è sicuramente attraverso le sue frasi e citazioni, divenute mitiche per il loro carico di verità e significato per l’umanità.

“Perdona i nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi”Immagine

“L’umanità deve mettere fine alla guerra, o la guerra metterà fine all’umanità”

“L’arte non è una forma di propaganda, ma una forma di verità”

“Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona”

“Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico della crescita.”

  “La strada migliore verso il progresso è la strada della libertà”

“La geografia ci ha creato vicini. La Storia ha fatto di noi degli amici. L’Economia ci ha resi partner, e la necessità ha fatto di noi degli alleati. Ciò che Dio ha unito in matrimonio, nessuno osi dividere”

“La pace è un processo, un modo di risolvere i problemi. Respiriamo tutti la stessa aria, abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli e siamo tutti uguali. Nessun problema del destino dell’uomo è superiore alle nostre forze, la ragione e lo spirito dell’uomo hanno spesso risolto problemi che sembravano insolubili, e siamo convinti che questo sarà ancora possibile. Non siamo qui a dare colpe o per giudicare, dobbiamo affrontare il mondo così com’è e non come poteva essere.” 

“Quando il potere conduce l’uomo all’arroganza, la poesia gli ricorda i suoi limiti. Quando il potere semplifica l’area della conoscenza umana, la poesia ricorda all’uomo della ricchezza e della diversità dell’esistenza. Quando il potere corrompe, la poesia purifica”

“Invoco le meraviglie della Scienza e non i suoi orrori. Insieme, esploreremo le stelle, conquisteremo i deserti, cancelleremo le malattie, colmeremo gli abissi dell’oceano e incoraggeremo l’arte e il commercio”

“Gli uomini vincenti trovano sempre una strada… i perdenti una scusa.”

“Se non siamo in grado di porre fine alle differenze, alla fine non possiamo aiutare a rendere il mondo sicuro di tollerare le diversità.” 

“Una volta che hai detto che ti va bene anche piazzarti al secondo posto, è proprio quello che ti capita.” 

“Più grande è l’impresa più grande è l’errore.”

“La libertà senza istruzione è sempre in pericolo; imparare senza libertà è sempre invano.” 

jfk_50th_anniversary_stickers-r3b36fa2585b14302b5c7590de2b1aa60_v9i40_8byvr_324

“Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro.” 

“La guerra contro la fame è in realtà una guerra di liberazione dell’umanità intera.” 

“Il futuro non è un regalo, è una conquista.” 

“Non c’è nulla di più certo e immutevole che l’incertezza e il cambiamento.” 

 

D-DAY: 69 anni dopo lo storico sbarco

imagesIl 6 giugno è stato l’anniversario di uno degli eventi che hanno segnato maggiormente la storia contemporanea: lo sbarco in Normandia. Avvenuto il 6 Giugno 1944, fu il risultato di una preparazione sia politica che militare durata anni.

L’apertura di un secondo fronte europeo era sollecitata da Stalin già a partire dal 1941, iniziativa osteggiata invece da Churchill, che temeva una sconfitta e per questo spinse per un rinvio dell’operazione “principale” direttamente al cuore dell’Europa in favore di operazioni minori in Nord Africa prima e in Italia poi; infine nell’Aprile 1942 gli alleati iniziarono a discutere e preparare l’operazione “Overlord”.

L’operazione “Overlord” fu una delle più complesse e articolate operazioni anfibie nella storia non solo dal il punto di vista puramente militare, con l’impiego di migliaia di navi aerei e uomini, ma anche logistico e organizzativo. Si dovettero coordinare migliaia di uomini di nazionalità diverse tra cui soldati americani, inglesi, canadesi e francesi, ai quali
andava fornito tutto l’equipaggiamento, i viveri e i medicinali. Per far fronte al fabbisogno di carburante gli inglesi arrivarono a posare un oleodotto sottomarino tra Inghilterra e Francia. Inoltre constatato che nella zona di sbarchi non erano presenti porti di dimensioni adatte alle esigenze dell’invasione, senza considerare il fatto che i porti sono obiettivi strategici e decisamente ben protetti, inglesi e americani progettarono e costruirono due
porti artificiali che sarebbero serviti durante i primi giorni dell’invasione. L’operazione “Overlord” fu preceduta da un’altra operazione fondamentale, l’operazione “Fortitude”, avente l’obiettivo di depistare l’intelligence tedesca che cercava di individuare il luogo di sbarco delle forze alleate. A questo scopo vennero attuate una serie di iniziative che richiesero uno sforzo enorme, importante quanto “Overlord” in sé. Gli anglo-americani stavano per sbarcare di fronte al “vallo atlantico” un’opera difensiva, a detta di molti insuperabile, che doveva essere in grado di ricacciare in mare qualunque tentativo di invasione, per cui un indebolimento del settore d’invasione in favore di uno secondario avrebbe fatto risparmiare molte vite umane.

L’operazione “Fortitude” attuò diversi stratagemmi per ingannare il nemico:
• Venne creata un’armata “fantasma” nel sud-est dell’Inghilterra con finti materiali bellici, la maggior parte dei quali erano sagome di legno o “palloncini” di gomma, per dare maggior credibilità alla cosa misero al comando di quest’armata il generale Patton e trasmisero messaggi radio apparentemente innocui, che riguardavano l’unità, in chiaro.
• Intensificarono i bombardamenti sulla Normandia solo negli ultimi giorni precedenti l’attacco.
• Fecero arrivare dei documenti classificati top secret, ovviamente falsi, direttamente nelle mani del nemico simulando un incidente.
• La notte prima dello sbarco, a paracadutare dei manichini “armati” di giochi pirotecnici lontano dalle zone di sbarco, con lo scopo di creare caos tra le truppe nemiche, che infatti riportarono diversi attacchi da parte di truppe avio-trasportate nemiche.
Tutti questi trucchi convinsero i tedeschi che l’invasione sarebbe avvenuta a Pas de Calais, solo Hitler aveva dei dubbi riguardo al luogo di sbarco.

a_day_that_changed_america_d-dayNella notte tra il 5 e il 6 giugno, dopo diversi rinvii, l’invasione ebbe inizio.
Per primi entrarono in azione le truppe avio-trasportate, che vennero lanciati sulla penisola del Contentin, nell’entroterra, a qualche chilometro dalle spiagge, ma a causa della forte reazione da parte della contraerea tedesca gli uomini vennero fatti lanciare senza rispettare le drop-zones previste, disperdendo così le forze a disposizione, precludendo la possibilità di raggiungere alcuni obiettivi, anche se i paracadutisti si riorganizzarono presto radunandosi e racimolando tutto il materiale disponibile per proseguire nella loro missione. Questo fu possibile anche grazie al notevole addestramento e nozioni insegnate ai soldati, ognuno infatti doveva conoscere gli ordini della propria unità e conoscere a memoria la geografia della penisola.

All’alba del 6 le artiglierie navali aprirono il fuoco verso la costa, con lo scopo di “ammorbidire” le difese costiere fu un bombardamento infernale, coadiuvato anche dall’aviazione , che nelle intenzioni americane avrebbe dovuto annientare 6 la capacità di reazione nemica. In realtà le truppe tedesche ben trincerate e protette da poderosi bunker di cemento non risentirono particolarmente del bombardamento mantenendo così quasi del tutto inalterata la loro capacità di reazione. Per le prime ondate, soprattutto a Omaha Beach, fu difficilissimo avanzare i tedeschi dalle loro posizioni tenevano le spiagge sotto il fuoco incrociato di cannoni e mitragliatrici che falciavano i soldati ancora prima che mettessero piede sulla sabbia. A fine giornata le situazione non era ancora del tutto favorevole agli angloamericani. Ma grazie ai partigiani francesi, avvisati dell’invasione qualche giorno prima che avvenisse , che sabotarono ferrovie, porti, incroci, ecc. le truppe di rinforzo tedesche, rallentate anche dalle errate valutazioni dell’alto comando tedesco, non riuscirono ad arrivare in tempo nel luogo dell’invasione, permettendo così agli alleate di rinforzare la loro testa di ponte sul continente europeo.

Articolo di: Ludovico Zuffinetti

1944_normandylst