Cosa resterà di questo 2013?

Ricordiamo l’anno che volge al termine con una selezione delle 20 foto più emblematiche e rappresentative del 2013.

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Gennaio. Barack Obama al secondo giuramento da Presidente degli Stati Uniti (USA)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il "royal baby" (UK)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il “royal baby” (UK)
Agosto. L'utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Agosto. L’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all'isola del Giglio (Italia)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all’isola del Giglio (Italia)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
La-decadenza-di-Berlusconi-Un-rompicapo-tra-mille-dubbi_h_partb
Novembre. Il Senato approva la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi (Italia)
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all'età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all’età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)
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Nelson Mandela 46664

ImagePoco più di una settimana fa ci ha lasciato un uomo che ha cambiato la storia della sua nazione e forse dell’intera umanità: Nelson Mandela. Infiniti messaggi di lutto e di ammirazione da tutto il mondo hanno invaso la sua dimora e tutto il Sud Africa, che si è stretto attorno al suo uomo-simbolo. 

Madiba fu un attivista per la libertà e i diritti civili sin da giovanissimo. All’età di 21 anni decise di allontanarsi dalla famiglia per non doversi sposare (era infatti consuetudine avere matrimoni combinati). Si rifugiò a Johannesburg dove poté studiare legge e unirsi all’ANC (African National Congress) nella lotta contro l’apartheid, la politica di repressione e distinzione razziale attuata dai bianchi sul popolo indigeno di colore. Egli portò avanti questa lotta, senza esitazioni, per tutta la sua vita.

Mandela fu condannato all’ergastolo per la sua lotta ai diritti civili e rimase in carcere per ben 27 anni, trovando conforto e libertà mentale nella lettura, in particolare di poesie. Madiba continuò a credere profondamente nella sua causa, tanto che nel periodo di prigionia arrivò a rinunciare anche alla propria libertà (condizionata), che gli venne offerta in cambio della rinuncia alla lotta armata. Una coerenza che fu il suo motivo di vita e che non venne mai meno.

Dopo la sua scarcerazione, approvato dal parlamento sudafricano nel 1994, si tennero le prime elezioni democratiche nel Paese. Elezioni che lo videro contrapposto a De Klerk e che vinse, diventando così il primo presidente nero del Sud Africa.

Una volta eletto presidente mantenne la sua integrità, impedendo l’emarginazione e le discriminazioni verso i bianchi, cercando così di non dare pretesti ad eventuali rivolte. Anche per questo volle al suo fianco,come vicepresidente, il suo predecessore e “avversario” bianco, F.W. de Klerk, con il quale condivise il Nobel per la pace nel 1993. Fu proprio de Klerk che ne decise la scarcerazione, dando il via e poi appoggiando la “rivoluzione” voluta da Mandela. Furono loro i due artefici dell’abolizione definitiva dell’apartheid in Sud Africa.
Fu il presidente Mandela che volle appoggiare gli Springbok (la squadra di rugby, prevalentemente bianca, del Sud Africa) nel mondiale 1995, sottolineando così la sua volontà di creare un paese unito. Evento, tra l’altro, portato sul grande schermo dal film “Invictus” di Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon.

In conclusione Madiba fu una persona davvero eccezionale che grazie alla sua immensa forza di volontà riuscì a superare la lunga prigionia senza perdersi d’animo e con la sua caparbietà riuscì davvero a cambiare il mondo.
Il 5 dicembre questo grande uomo ci ha lasciato, ma rimarrà sempre nella nostra memoria. Sono molti, infatti, i leader mondiali che si sono ispirati a lui, primo tra tutti Barack Obama.  E sono convinto che tutti noi dovremmo prendere esempio dalla sua vita e dalla sua lotta per l’uguaglianza. Molto spesso le persone decidono di non agire, di non prendere l’iniziativa o addirittura di non esprimere le proprie idee perché convinte che le azioni di un singolo non riusciranno a cambiare il mondo: lui ci ha creduto così tanto da riuscirci.

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Concludo con le significative parole del Madiba:

“Non vi è alcuna strada facile per la libertà”

“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”

“Sembra sempre impossibile finché non viene realizzato”

“L’educazione è l’arma più potente che si può usare per cambiare il mondo”

“Non mi giudicate per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi”

Articolo in collaborazione con Ludovico Zuffinetti

Perché voterò Civati

Domani voterò per la mia prima volta ad un’elezione politica come le primarie del Pd. Sono un po’ emozionato e un po’ amareggiato. Questo perché il candidato per cui voterò, Civati, è dato per sfavorito da tutti i sondaggi ma soprattutto dagli elettori. Questi ultimi si dividono, in gran parte, tra Cuperlo e Renzi.
Il primo è sicuramente una bravissima persona ma che dà l’impressione di essere stato mandato avanti dai vecchi gerarchi di sinistra per evitare il tracollo della vecchia guardia (vedi Bersani e D’alema) e di non vedere l’ora che finisca questo suo sporco lavoro, fatto con una distanza dagli elettori alquanto gelida.
Il secondo, Matteo Renzi, nel suo “programma” parla di tutto e niente, non si capisce bene le sue posizioni su temi scottanti e storicamente stretti al centro-sinistra, un giorno dice che con lui il governo sarà stabile, un altro che cadrà. I suoi discorsi sono da candidato Premier a tutti gli effetti e quando le sue idee sono più concrete, si parla di numeri da capogiro (come il mld di € di tagli alla politica), di certo ben auguranti, ma che ricordano troppo vecchie promesse non mantenute dal Cav. E infine, cosa ben più grave, il carro di Renzi, che si annuncia come il nuovo che avanza, spinto più dal fatto di essere giovane e di far notizia sui media, non nota che al suo interno siedano Boccia, Franceschini & Co., i vecchi volponi che, cagatisi sotto dal fatto di poter essere spazzati via, sono saliti sul carro del vincente, in pieno stile Capezzone, Razzi e Scilipoti. In questo brulichio di facce, io ho scelto Pippo perché mi trovo in tutte le sue idee e proposte e, soprattutto, perché queste idee sono le stesse da sempre, sono nette e chiare, non vuole il governo Letta e basta, ha votato Rodotà e basta, vuole tutte facce nuove e basta. Civati ha anche la stessa identica età di Renzi ma nessuno lo definisce “giovane” come lui. Probabilmente perderà ma di certo l’onestà con cui lo voteremo non sarà la stessa di chi vota qualcun’altro, con le motivazioni “lui non è sovversivo” o “tanto vincerà lui”.

Civati ovvero: civoti?

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Non capita spesso di scendere in prima linea nella vita per appoggiare apertamente una persona, tanto meno se questa non la conosci direttamente ma ti parla dalla tv, dai giornali e dal web. E’ quello che però sento di fare per Civati, candidato alla segreteria del Pd, che sarà assegnata domenica 8 Dicembre. 

Ho sciolto anch’io i dubbi dopo un po’ di tempo e ho scelto di votare Pippo Civati tra 3 giorni per tanti motivi che vorrei elencare ma con cui annoierei parecchia gente. Per cui ho deciso di raccontare l’articolo con parole altrui. Innanzitutto con quelle di Andrea Scanzi (a qualcuno prenderà un colpo!), noto giornalista del Fatto Quotidiano, non certo filo-Pd ma uomo di grande arguzia e puntiglio sul mondo politico che qualche giorno fa ha racchiuso in questo post su Facebook il suo pensiero sulle primarie del centro-sinistra:

1010935_679329868750011_1535224183_n“Non parteciperò alle primarie del Pd, perché è un partito (purtroppo) nato morto e perché l’esito è scontato (stravincerà Renzi). Se però ci andassi, voterei Civati. Senza dubbio. L’ho spesso criticato, per la sconfortante mancanza di coraggio nei momenti chiave e per quel suo eterno tentennare. Ha un’idea troppo educata di ribellione, è un ragazzo che anche durante una contestazione vibrante darebbe del Lei agli avversari, direbbe “il vostro affezionatissimo” e starebbe ben attento a non spettinarsi i capelli. Ma è persona seria, onesta, colta e crede in quello che fa. In più non è permaloso, o meglio lo è, ma a livelli più che accettabili. Ed è (a margine) un amico. Uno di quelli con cui è bello confrontarsi e a volte scontrarsi. Cuperlo è una brava persona, ci ho parlato (a lungo) una volta ed è piacevolissimo disquisire con lui di musica e libri. E’ il primo a non credere alla sua “mission” e non vede l’ora di perdere domenica. Tornerà nelle retrovie, a leggere libri e vivere nel suo mondo (di cui purtroppo fa parte D’Alema, che Cuperlo anni fa difese al punto da chiedere pubblicamente la testa di Travaglio quando Marco scriveva su L’Unità). Renzi è un Berlusconi accettabile, il Calà della politica contemporanea, l’Enzo Braschi paninaro del Drive In appoggiato da De Luca (complimenti) e Lele Mora (vamos), Briatore (c’mon) e Franceschini (daje). Non è mai uscito dalla ruota della fortuna, figlio sin troppo emblematico della mia spesso frivola generazione. E’ un nientalista che da giovane si faceva fotografare col suo mito Ciriaco De Mita (io avevo Saramago e Gaber, lui De Mita: tutto si tiene), che da Presidente della Provincia diceva che gli inceneritori aiutavano a vivere meglio (e inveiva sulle scienziate che asserivano il contrario), che fino all’altro giorno amava Marchionne e Fornero. Piace ai delusi di centrodestra perché ci si rispecchiano. Piacicchia alla sinistra (che in un’altra epoca lo avrebbe demolito) perché non ne può più di perdere e pur di vincere è disposta persino a votare un ameno Mister Bean che “vuole portare a cena la crisi perché c’è bisogno di fareeeeeeehhh” (cit Crozza).
Civati non ha alcuna speranza di vittoria domenica, ma può perdere bene (una cosa che sembra piacergli sin troppo, come se ci fosse in lui un latente masochismo politico). Magari può persino arrivare secondo, chissà. Negli ultimi giorni ha azzeccato le mosse #insultacivati (sì, è un po’ masochista), il confronto in tivù e l’intervista finta con Fabiofazio. Una volta perso il confronto, spero che finalmente prenda atto (anche pubblicamente) della irrecuperabilità del Pd e che si adoperi – forte del consenso ricevuto – per creare una forza alternativa al Pd. Ovvero una forza di sinistra vera, che si contrapponga (separatamente ma spesso congiuntamente a M5S e Sel) a quelle larghe intese e agli ancor più larghi inciuci che tanto piacciono (pure) a Jerry Calà Renzi e ai suoi groupies. Se Civati rimarrà nel Pd anche dopo aver perso, avranno avuto ragione coloro che lo accusano di voler coltivare una corrente-spiffero per sopravvivere al calduccio del partito. Se invece uscirà da un partito a cui non somiglia, e che infatti mal lo tollera, potrà dimostrare se e quanto vale. Magari con Rodotà, magari con Landini.
I grillini talebani mi accusano di essere civatiano, i civatiani ortodossi (due o tre, ma esistono) mi accusano di essere grillino. La solita supercazzola delle fazioni: non hanno ancora capito che ero e sarò sempre scanziano, peraltro all’opposizione. Più semplicemente, credo che una politica con più Morra e Civati e meno Boccia e Speranza (nel senso di Roberto) farebbe bene all’Italia. Molto bene. Non lo voterò, perché il Pd non è proprio la mia tazza di tè e perché ho buona memoria. Ma domenica, se votassi, non avrei dubbi su chi scegliere tra i tre.”

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Vorrei concludere con le parole dello stesso Civati. In particolare in due discorsi distinti.

Uno è l’ultimo invito prima del voto agli elettori, trascinato dall’hashtag #vinceCivati, che ha spopolato sulla rete nelle ultime 48 ore: http://www.civati.it/vincecivati/

L’altro è l’appello finale pronunciato al confronto tv del 29 Novembre a Sky: http://video.sky.it/news/politica/il_confronto_pd_lappello_finale_di_civati_27/v179968.vid

Per chi volesse votare domenica può seguire tutte le istruzioni su questo sito: http://www.primariepd2013.it/?q=comesivota

Comunque vadano queste primarie, spero vivamente che prevarrà lo spirito di cambiamento e soprattutto che cresca la speranza nel futuro. Che è sempre ciò che fa andare avanti la politica. E forse anche la vita.