Cambia tutto ma non cambia niente

E’ da tanto, troppo tempo che non scrivo sul blog. Un’estate intensa e un Settembre infernale mi hanno tenuto troppo a lungo lontano da pensieri che non fossero solamente legati all’università e da una tastiera che non fosse solamente utilizzata per scorrere pagine di appunti, esercizi, voti…Ma alla fine ne sono uscito vivo, vegeto e con un titolo.

In tutto questo lasso di tempo ho lasciato che molte notizie e avvenimenti importanti dal mondo mi scorressero accanto con una strana indifferenza. In 3 mesi è cambiato molto: l’avanzata dell’ISIS in Siria e Iraq, i passi del governo del Renzi, lo sviluppo del conflitto civile ucraino e tanto altro ancora. E’ cambiato molto, sì, ma in fondo non è cambiato niente.

madia-boschiIl governo Renzi fa i conti ogni giorno, ogni ora, con i propri dissidi interni, con la minoranza del PD che fa scudo sull’art.18, sul Jobs Act, sul Tfr. Un’opposizione che nel corso dei mesi è venuta sempre meno, più blanda e in ombra che mai, dal M5S a Forza Italia. Sembra quasi che la vera opposizione stia diventando una parte del PD stesso piuttosto che un partito diverso. Tutto questo prefigura un inquietante quadro di egemonia simil-Renziano in cui importa soltanto cosa dici, cosa fa, cosa penso il Premier. Anche la squadra di governo sembra voglia aver lo scopo di mettere in luce Renzi, vista la mediocrità delle varie Boschi, Madia, Pinotti ecc… Il consenso in Renzi è ancora alto ma di fatti concreti su cui basare la propria adesione o meno ce ne sono veramente pochi. Le proposte tante, le riforme attuate poche. Sembra che si voglia cambiare tutto nel Paese ma alla fine non si cambia niente.

isis51

Nel fronte internazionale si è imposta sempre con più forza l’immagine spietata dell’ISIS, l’Islamic State of Iraq and Syria, che a suon di reporter occidentali sgozzati ha instaurato una propaganda del terrore fortissima e penetrante, rendendo il mondo occidentale timoroso di nuovi attacchi terroristici nelle proprie città. Mentre l’Italia e l’Europa decide sul da farsi inviando (poche e vecchie) armi ai Curdi, gli USA restano al palo, grazie ad un Obama sempre più impantanato in una politica estera disastrosa (quasi al pari dei quella di Bush Jr.) e incapace di comprendere realmente la situazione geopolitica del Medio Oriente. Tanti Stati si mostrano favorevoli ad un attacco militare ma in realtà fanno il doppio gioco, collegati come sono in enormi affari con lo stesso Stato Islamico. Sembra così di rivivere la paura del terrorismo dei primi anni 2000, farcita da una sensibile mancanza di decisionismo da parte degli Americani. Cambia la politica estera ma in sostanza non cambia niente.

Dall’Ucraina arrivano sempre meno notizie, dopo che in estate il vile abbattimento di una aereo di linea della Malaysia Airlines ha sconvolto il mondo occidentale molto meno di quanto ci si aspettasse. Si è cercato di fare chiarezza sulla dinamica e sugli artefici di quella strage di turisti e bambini senza esserne venuti a capo, facendo clamorosamente svanire pian piano la notizia e gli strascichi politici. L’Europa e gli USA si sono trincerati in nuove e continue sanzioni alla Russia, che ha risposto con blocchi commerciali, anche a danno dell’Italia. Una catastrofe dolosa così immane lasciata cadere nel vuoto: così non è cambiato niente.

Ukraine Plane

Forse il mondo del potere ha perso l’abilità del confronto, della politica estera e delle trattative bilaterali che hanno caratterizzato il XX secolo, dalle guerre mondiali ai missili di Cuba al muro di Berlino. Di certo non erano tempi migliori, ma era almeno chiaro cosa le nazioni del mondo volessero. Ma oggi, siamo sicuri di sapere cosa vogliamo?

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