Pensieri a caldo su Renzi

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Di certo non sono mai stato un renziano. Ma da qualche tempo a questa parte ho capito una cosa: Renzi è riuscito a creare, confrontare, modificare e approvare alla Camera una nuova legge elettorale in 2 mesi. Una legge seppur con i suoi (tanti) difetti. Una legge concordata con il Berlusca perché nessun altro si è reso disponibile a confrontarsi (chiedere al M5S). Oggi ha presentato almeno 5 pesanti riforme su vari campi (senato, lavoro, scuola, economia) e ha dato delle scadenze fisse. Ora, credere a tutte queste meraviglie è un po’ troppo ma si sta comunque giocando la sua credibilità. Mi rendo conto io stesso che nessuna conferenza stampa del CdM mi avesse incuriosito e interessato così tanto. Non ricordo di essermi mai entusiasmato per qualche conferenza di Letta, Prodi o Berlusconi (eccetto per le sue gaffe e figuracce). Di certo Renzi non sarà un miracolato mandato in Terra, ma ha dimostrato che se le cose si vogliono “fare”, si possono fare e subito. Chi per anni non ha cambiato nulla dovrebbe vergognarsi. Così come coloro che creano a priori barricate a confronti e convergenze tra idee politiche. Per me è sempre meglio provare e sbagliare, che non provare mai. In Italia è sempre più facile criticare chi ci prova piuttosto che mettersi in gioco in prima persona. A scuola chi prendeva la parola per chiedere o dire la sua, veniva preso inevitabilmente in giro. Così i più fighi della classe erano i bulli, terribilmente ignoranti e violenti, e gli sfigati erano, invece, i più colto e curiosi. Sperare in chi ci prova non costa nulla, come non costa nulla insultare ciecamente la persona di turno. Io ci spero e non insulto. Il governo si è dato delle date e delle riforme. Chi vivrà vedrà.

Alla fine se un lavoratore avrà 1000€ in più all’anno, se un giovane avrà meno voglia di scappare dall’Italia, se un cittadino vedrà 300 parlamentari in meno sarò felice come italiano. E ancor di più come “sfigato”.

Il curioso caso di Beppe Grillo

ImmagineCi risiamo. Un’altra purga dei “dissidenti” per il Movimento 5 Stelle è alle porte. 4 senatori hanno criticato il tono tenuto dal loro leader alle consultazioni con il neo premier Renzi e hanno ricevuto la sfiducia interna al loro partito, rigorosamente online. Pardon, non vogliono essere chiamati “partito”, ma il loro modus operandi ricorda tanto i partiti, come quello comunista cinese, che scacciano gli oppositori politici. 

Sembra quasi sia un vizio del Movimento 5 Stelle: ogni qualvolta accade qualche evento politico anti-popolare (vedi l’elezione non democratica di Renzi) e sul quale il movimento riesce a raccogliere sempre più consensi, sbam. Arriva un’altra pulizia di primavera tra le loro file. Chiunque osi criticare Grillo & Casaleggio viene messo alla gogna, mediatica e virtuale. Stavolta tocca ai senatori Battista, Orellana, Bocchino e Campanella, rei di aver criticato l’atteggiamento tenuto da Grillo nell’ormai mitico incontro-scontro streaming (vedi qui il mio articolo a proposito). Era già successo con altri parlamentari, prima fra tutti la senatrice Gambaro, che aveva denunciato parecchi mesi fa la volgarità dello stesso Grillo nei suoi discorsi. Tutti subito processati per alto tradimento al movimento. Però viene tutto abilmente celato dietro la democraticissima votazione online e il trasparentissimo streaming. Chi porti comunque questi “dissidenti” davanti al patibolo non si sa mai.

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Il M5S ci ricasca sempre. La democrazia interna sembra essersi dissolta e celata dietro l’obbligo di non parlare ai giornalisti e alle tv, perché tutte corrotte-diparte-disinformate. Tutti diktat rigorosamente provenienti dal vertice G&C. Eppure in 1 anno i cittadini 5 stelle hanno perso tante occasioni di svergognare in pubblico buona parte della politica attuale, forti di argomenti ed eventi contro l’Italia e quindi a loro favore. Perché è proprio su questo che, sinceramente, si è fondato il movimento: l’antipolitica, il popularismo, l’anticasta e tutto ciò che la politica ha fatto per mandare in rovina il nostro Paese. Niente di più vero e drammatico. Ma è qui che risiede il problema. Il Movimento poggia i piedi su un pavimento fatto dalla disperazione degli italiani e sul malessere del Paese. Qualora qualcosa si muovesse, qualora un governo approvi riforme utili e serie che diano un minimo di speranza agli italiani, il loro pavimento comincerebbe a sgretolarsi. E’ come se fossero due elementi inversamente proporzionali: quando il benessere e la speranza degli italiani va giù, il M5S va su nei sondaggi. Triste ma vero. Grillo lo sa e finora ha avuto la strada spianata dal governo Letta che non ha fatto nulla di memorabile. Ora l’incognita Renzi ha il coltello dalla parte del manico. Più che il coltello, direi la scopa dalla parte del manico. Ha la possibilità di ripulire parte dell’Italia e di fare riforme (lavoro, tasse, investimenti) necessarie come il pane. Se fallirà, Grillo e la disperazione avranno vinto nuovamente. Se ci riuscirà, Grillo avrà meno argomenti validi da esporre e meno voti su cui contare.

Bisogna quindi sperare che il M5S un giorno scenda di parecchio nei sondaggi. Non perché lo meritano, tutt’altro. Ma perché vorrebbe dire che gli italiani avranno ricevuto dati incoraggianti, avranno trovato un lavoro, avranno più speranza nel futuro e nella politica. Forse sarà un giorno lontano, ma spero arrivi presto.

Niente di personale eh, ma prima di tutto viene l’Italia.

Ogni maledetto Streaming

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Piccola considerazione dopo l’incontro in diretta streaming tra Renzi e Grillo.

Alla fine la consultazione è avvenuta, non per volontà di Grillo e Casaleggio (padri-padroni contrari a questa eventualità) ma per volontà degli iscritti al Movimento 5 Stelle che ieri on-line hanno votato “sì alle consultazioni”, anche se con uno scarto di appena 500 voti. Ora, era chiaro che Grillo ha dovuto obbedire ai suoi iscritti del tutto controvoglia e lo si è visto palesemente nella diretta. Innanzitutto, è discutibile il fatto stesso che sia stato Grillo a presentarsi a Roma piuttosto che uno dei suo tanti parlamentari (penso a Di Battista e a Di Maio, che oggi era sì lì accanto, ma solo come fido). Ma il fatto più controverso è stato senz’altro la modalità della “discussione”: il comico genovese ha preso la parola inondando Renzi di tante sporche verità senza fermarsi, senza lasciar parlare l’altro interlocutore, che alla fine ha potuto solamente sbottare “Beppe, esci da questo blog!”.

Una considerazione, tra le tante, merita di esser detta. Una forza politica che rappresenta 10 milioni di italiani ha l’onore e l’onere di dover aprire delle discussioni politiche. Capisco perfettamente il fatto di non voler parlare con “gente che ha fatto sprofondare l’Italia per 20 anni”, ma questa è l’unica frase che da ormai un anno il M5S porta avanti. Ha dimostrato di avere parlamentari seri e competenti, insieme ad altri disastrosi (chiedere al duo Crimi-Lombardi), che troppo spesso però si inchinano alle parole che leggono live dal celeberrimo blog di Grillo. La sensazione è che questo grande movimento, forte del suo 25% di voti, avrebbe dovuto fare concretamente molto di più. L’opposizione l’ha fatta nel migliore dei modi, senz’altro, ma rischia di rimanere un’eterna opposizione se nessuno di loro avanzi proposte alle altre forze e ne imponga il veto. La sensazione è che ad ogni streaming l’Italia perda una grandissima opportunità di far cooperare la sinistra e i 5 stelle. Già l’anno scorso il famoso streaming tra Bersani e il sopracitato duo delle meraviglie Crimi-Lombardi ha mostrato l’incapacità di incidere del voto 5 stelle.

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Questa non è una difesa del centro-sinistra, anche perché personalmente ho sempre criticato il suo operato in quest’anno così travagliato e molto spesso la sinistra stessa si è resa indifendibile da sé. Tanto meno voglio difendere Renzi, che non ho votato alle primarie, che guardo sempre con un occhio critico e che le ha sparate grosse troppo spesso. Ma criticare sempre e non costruire niente, anche in maniera goffa e non molto edificante, è la peggiore delle possibilità.

Molti non sanno che Grillo nel 2008/2009, agli inizi del suo movimento, tentò di entrare e tesserarsi col Pd, chiedendogli di ascoltare quella voce che si stava levando dal web. Il Pd si oppose perché sentiva come una ridicola presa in giro quella proposta di Grillo. A tal proposito divenne famosa la frase di Piero Fassino, in cui disse “Che Beppe Grillo fondi il suo partito e vediamo poi quanti voti prende!”. 4 anni dopo quel movimento tolse almeno 6 milioni di voti al centro-sinistra. Adesso Pd e M5S viaggiano su due binari diversi, ma su molti temi paralleli. A volte questi binari si incontrano, ad ogni maledetto streaming. Ma niente da fare, non c’è modo di viaggiare insieme. Un peccato per il Paese.

 

Il video dell’incontro qui

Verso il governo Renzi

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Alla fine è successo. Da quando è stato eletto segretario, tutti, in cuor nostro, lo sapevamo. Matteo Renzi rassicurava tutti, Letta in primis, a stare sereni circa le sue ambizioni da premier e pensare piuttosto a far bene le cose al governo. Ma Renzi a Palazzo Chigi era solo questione di tempo, diciamoci la verità. Eppure pochi si aspettavano che ci arrivasse con una mossa così spudorata e netta come quella concretizzatasi ieri. Si pensava che un’accelerazione tale sulla legge elettorale avesse l’obiettivo di portare al voto il Paese al più presto possibile, in modo da candidare il sindaco di Firenze a capo del governo. Ma così non è stato. Il PD ha deciso che era il momento di cambiare (il premier) e di “uscire dalla palude” in cui Letta ancora ristagnava (cosa indubbiamente vera). Così via un premier, se ne fa un altro. Il terzo, per l’esattezza, senza legittimazione del popolo.

ImmagineFino a 10 giorni fa questa ipotesi della staffetta Letta-Renzi era pura fantascienza. Chi non appoggiava Letta fino in fondo era un eretico. Poi, pian piano, il vento è cambiato. Si è passati dal “ma chi ce lo fa fare?” al “dobbiamo pensarci”, per finire al “Grazie Enrico, ma ora nuovo governo”. Tutto in una settimana. Ora che le dimissioni di Letta si sono avverate, ci si chiede perché tutti in parlamento sembrano aver preferito questo cambio della guardia. Per me i motivi sono essenzialmente 3.

1. Scelta Civica e NCD hanno una paura boia di tornare alle elezioni perché sanno loro stessi che, ad oggi, prenderebbero talmente pochi voti che il parlamento lo potrebbero vedere solo da Google Street View, figuriamoci le cariche di ministri.

2. Renzi e il PD si sono resi conto che l’Italicum necessitava innanzitutto della parallela cancellazione del Senato per funzionare e, se avesse funzionato, avrebbe fatto vincere probabilmente la coalizione del Berlusca, completandone la riesumazione.

3. Napolitano a 88 anni ha contratto una rara allergia alle votazioni del popolo italiano, talmente acuta che appena si accenna alla parola “voto”, Giorgio II esclama “non diciamo sciocchezze! oppure “Serve stabilità!”. Un tic irrefrenabile. Che poi, in Italia c’è stata tanta stabilità da generare 3 governi in 3 anni.

Ora la parola a Renzi che dovrà formare il suo governo. Sa di essersi esposto letalmente al mondo con questo gesto e ha una responsabilità immensa sulle spalle. C’è da chiedersi se avrà la forza sufficiente per affrontare riforme così forti e necessarei che l’Italia le aspetta da 20 anni. Ce la può fare, con qualche dubbio, ma ce la può fare. Non ho pregiudizi. Ma so solo una cosa per certo. Matteo, ora NON HAI PIU’ SCUSE.

Cosa resterà di questo 2013?

Ricordiamo l’anno che volge al termine con una selezione delle 20 foto più emblematiche e rappresentative del 2013.

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Gennaio. Barack Obama al secondo giuramento da Presidente degli Stati Uniti (USA)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il "royal baby" (UK)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il “royal baby” (UK)
Agosto. L'utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Agosto. L’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all'isola del Giglio (Italia)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all’isola del Giglio (Italia)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
La-decadenza-di-Berlusconi-Un-rompicapo-tra-mille-dubbi_h_partb
Novembre. Il Senato approva la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi (Italia)
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all'età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all’età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)

Perché voterò Civati

Domani voterò per la mia prima volta ad un’elezione politica come le primarie del Pd. Sono un po’ emozionato e un po’ amareggiato. Questo perché il candidato per cui voterò, Civati, è dato per sfavorito da tutti i sondaggi ma soprattutto dagli elettori. Questi ultimi si dividono, in gran parte, tra Cuperlo e Renzi.
Il primo è sicuramente una bravissima persona ma che dà l’impressione di essere stato mandato avanti dai vecchi gerarchi di sinistra per evitare il tracollo della vecchia guardia (vedi Bersani e D’alema) e di non vedere l’ora che finisca questo suo sporco lavoro, fatto con una distanza dagli elettori alquanto gelida.
Il secondo, Matteo Renzi, nel suo “programma” parla di tutto e niente, non si capisce bene le sue posizioni su temi scottanti e storicamente stretti al centro-sinistra, un giorno dice che con lui il governo sarà stabile, un altro che cadrà. I suoi discorsi sono da candidato Premier a tutti gli effetti e quando le sue idee sono più concrete, si parla di numeri da capogiro (come il mld di € di tagli alla politica), di certo ben auguranti, ma che ricordano troppo vecchie promesse non mantenute dal Cav. E infine, cosa ben più grave, il carro di Renzi, che si annuncia come il nuovo che avanza, spinto più dal fatto di essere giovane e di far notizia sui media, non nota che al suo interno siedano Boccia, Franceschini & Co., i vecchi volponi che, cagatisi sotto dal fatto di poter essere spazzati via, sono saliti sul carro del vincente, in pieno stile Capezzone, Razzi e Scilipoti. In questo brulichio di facce, io ho scelto Pippo perché mi trovo in tutte le sue idee e proposte e, soprattutto, perché queste idee sono le stesse da sempre, sono nette e chiare, non vuole il governo Letta e basta, ha votato Rodotà e basta, vuole tutte facce nuove e basta. Civati ha anche la stessa identica età di Renzi ma nessuno lo definisce “giovane” come lui. Probabilmente perderà ma di certo l’onestà con cui lo voteremo non sarà la stessa di chi vota qualcun’altro, con le motivazioni “lui non è sovversivo” o “tanto vincerà lui”.

Civati ovvero: civoti?

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Non capita spesso di scendere in prima linea nella vita per appoggiare apertamente una persona, tanto meno se questa non la conosci direttamente ma ti parla dalla tv, dai giornali e dal web. E’ quello che però sento di fare per Civati, candidato alla segreteria del Pd, che sarà assegnata domenica 8 Dicembre. 

Ho sciolto anch’io i dubbi dopo un po’ di tempo e ho scelto di votare Pippo Civati tra 3 giorni per tanti motivi che vorrei elencare ma con cui annoierei parecchia gente. Per cui ho deciso di raccontare l’articolo con parole altrui. Innanzitutto con quelle di Andrea Scanzi (a qualcuno prenderà un colpo!), noto giornalista del Fatto Quotidiano, non certo filo-Pd ma uomo di grande arguzia e puntiglio sul mondo politico che qualche giorno fa ha racchiuso in questo post su Facebook il suo pensiero sulle primarie del centro-sinistra:

1010935_679329868750011_1535224183_n“Non parteciperò alle primarie del Pd, perché è un partito (purtroppo) nato morto e perché l’esito è scontato (stravincerà Renzi). Se però ci andassi, voterei Civati. Senza dubbio. L’ho spesso criticato, per la sconfortante mancanza di coraggio nei momenti chiave e per quel suo eterno tentennare. Ha un’idea troppo educata di ribellione, è un ragazzo che anche durante una contestazione vibrante darebbe del Lei agli avversari, direbbe “il vostro affezionatissimo” e starebbe ben attento a non spettinarsi i capelli. Ma è persona seria, onesta, colta e crede in quello che fa. In più non è permaloso, o meglio lo è, ma a livelli più che accettabili. Ed è (a margine) un amico. Uno di quelli con cui è bello confrontarsi e a volte scontrarsi. Cuperlo è una brava persona, ci ho parlato (a lungo) una volta ed è piacevolissimo disquisire con lui di musica e libri. E’ il primo a non credere alla sua “mission” e non vede l’ora di perdere domenica. Tornerà nelle retrovie, a leggere libri e vivere nel suo mondo (di cui purtroppo fa parte D’Alema, che Cuperlo anni fa difese al punto da chiedere pubblicamente la testa di Travaglio quando Marco scriveva su L’Unità). Renzi è un Berlusconi accettabile, il Calà della politica contemporanea, l’Enzo Braschi paninaro del Drive In appoggiato da De Luca (complimenti) e Lele Mora (vamos), Briatore (c’mon) e Franceschini (daje). Non è mai uscito dalla ruota della fortuna, figlio sin troppo emblematico della mia spesso frivola generazione. E’ un nientalista che da giovane si faceva fotografare col suo mito Ciriaco De Mita (io avevo Saramago e Gaber, lui De Mita: tutto si tiene), che da Presidente della Provincia diceva che gli inceneritori aiutavano a vivere meglio (e inveiva sulle scienziate che asserivano il contrario), che fino all’altro giorno amava Marchionne e Fornero. Piace ai delusi di centrodestra perché ci si rispecchiano. Piacicchia alla sinistra (che in un’altra epoca lo avrebbe demolito) perché non ne può più di perdere e pur di vincere è disposta persino a votare un ameno Mister Bean che “vuole portare a cena la crisi perché c’è bisogno di fareeeeeeehhh” (cit Crozza).
Civati non ha alcuna speranza di vittoria domenica, ma può perdere bene (una cosa che sembra piacergli sin troppo, come se ci fosse in lui un latente masochismo politico). Magari può persino arrivare secondo, chissà. Negli ultimi giorni ha azzeccato le mosse #insultacivati (sì, è un po’ masochista), il confronto in tivù e l’intervista finta con Fabiofazio. Una volta perso il confronto, spero che finalmente prenda atto (anche pubblicamente) della irrecuperabilità del Pd e che si adoperi – forte del consenso ricevuto – per creare una forza alternativa al Pd. Ovvero una forza di sinistra vera, che si contrapponga (separatamente ma spesso congiuntamente a M5S e Sel) a quelle larghe intese e agli ancor più larghi inciuci che tanto piacciono (pure) a Jerry Calà Renzi e ai suoi groupies. Se Civati rimarrà nel Pd anche dopo aver perso, avranno avuto ragione coloro che lo accusano di voler coltivare una corrente-spiffero per sopravvivere al calduccio del partito. Se invece uscirà da un partito a cui non somiglia, e che infatti mal lo tollera, potrà dimostrare se e quanto vale. Magari con Rodotà, magari con Landini.
I grillini talebani mi accusano di essere civatiano, i civatiani ortodossi (due o tre, ma esistono) mi accusano di essere grillino. La solita supercazzola delle fazioni: non hanno ancora capito che ero e sarò sempre scanziano, peraltro all’opposizione. Più semplicemente, credo che una politica con più Morra e Civati e meno Boccia e Speranza (nel senso di Roberto) farebbe bene all’Italia. Molto bene. Non lo voterò, perché il Pd non è proprio la mia tazza di tè e perché ho buona memoria. Ma domenica, se votassi, non avrei dubbi su chi scegliere tra i tre.”

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Vorrei concludere con le parole dello stesso Civati. In particolare in due discorsi distinti.

Uno è l’ultimo invito prima del voto agli elettori, trascinato dall’hashtag #vinceCivati, che ha spopolato sulla rete nelle ultime 48 ore: http://www.civati.it/vincecivati/

L’altro è l’appello finale pronunciato al confronto tv del 29 Novembre a Sky: http://video.sky.it/news/politica/il_confronto_pd_lappello_finale_di_civati_27/v179968.vid

Per chi volesse votare domenica può seguire tutte le istruzioni su questo sito: http://www.primariepd2013.it/?q=comesivota

Comunque vadano queste primarie, spero vivamente che prevarrà lo spirito di cambiamento e soprattutto che cresca la speranza nel futuro. Che è sempre ciò che fa andare avanti la politica. E forse anche la vita.