BITCOIN: TENDENZA O FUTURO?

ImmagineÈ il fenomeno del momento, tutti ne parlano! È la prima e più famosa moneta virtuale e come tale non ha un ente di controllo centrale, ma è gestita dai nodi della rete che tengono traccia delle varie transazioni. Venne creata e lanciata nel 2009 da un anonimo programmatore giapponese che si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto: da allora il fenomeno è in continua espiazione e diffusione. Attualmente anche alcuni negozi “fisici” lo accettano come valida forma di pagamento e in parallelo alcune aziende hanno iniziato a sviluppare alcuni bancomat appositi per poter scambiare questo nuovo tipo di moneta con del denaro contante.

Tutto questo interesse ha determinato una crescita esponenziale del valore del bitcoin, che ha raggiunto, nel novembre 2013, i 1200$. L’anno nuovo, però, ha portato con sè delle brutte notizie per i possessori di bitcoin: infatti c’è stato un calo di valore a causa di alcuni “incidenti” piuttosto gravi. Primo è stato chiuso, per motivi legali, uno dei più importanti siti di compravendita in cui venivano accettati bitcoin e più recentemente (a fine febbraio) è fallita una delle più importanti “piazze” di scambio per il bitcoin, Quest’ultimo evento ha fatto crollare il valore del bitcoin ben al di sotto dei 500$, anche se in poco tempo ha ripreso la sua ascesa fino a tornare sopra i 600$.

È invece notizia di ieri, più volte riproposta, quella di aver identificato il creatore del Bitcoin. La notizia è stata poi smentita, aumentando così l’alone di mistero che circonda la vera identità di Satoshi Nakamoto.

Immagine

Come entrare in possesso dei bitcoin mi chiederete? Principalmente in due modi: primo e “più semplice”, acquistarli da qualcuno che li ha già, oppure, secondo modo “minandoli” con l’ausilio di un computer. Questo è un processo abbastanza complicato che può essere paragonato all’estrazione mineraria. Immaginate una miniera in cui sono contenute le monete virtuali e il pc agisce come se fosse il minatore con il compito di estrarle. Questa “miniera” è stata programmata per rilasciare “blocchi” di monete ogni 10 minuti circa, ma ogni volta che viene generato un blocco questo è sempre più “grande” e difficile da “scalfire”, rendendo così necessari computer sempre più potenti e più esosi in termini di energia elettrica assorbita.

Una volta “minati”, i bitcoin si comportano come una qualsiasi altra moneta, cioè possono essere venduti o usati per comprare altri beni. Il problema o vantaggio a seconda dei punti di vista è che il bitcoin garantisce il completo anonimato durante le transazioni, per cui può essere facilmente usato sia per transazioni legali, sia per transazioni illecite, inoltre non essendo controllato da una banca centrale le fluttuazioni del valore sono repentine e imprevedibili e spesso dipendono da eventi esterni. Eventi che influiscono molto meno sulle fluttuazioni di una moneta “reale” come può essere l’euro o il dollaro, inoltre la banca centrale che emette moneta nei vari paesi e molto più tutelata dal rischio di fallimento rispetto alle tutele che può avere una società che opera su internet.

Con i bitcoin sorge anche un’altra problematica molto delicata: la protezione dei portafogli degli utenti. Infatti se i dati venissero rubati, ritornare in possesso del denaro sarà molto difficile. Nel corso degli anni ci sono stati diversi episodi più o meno eclatanti di furti, uno dei quali si è verificato a fine 2013 quando furono sottratti l’equivalente di 1,2 milioni di dollari. In caso si decida di conservare dei bitcoin è consigliabile, quindi, fare regolarmente dei backup per avere una maggior protezione contro i furti o la perdita accidentale dei dati.

In conclusione i bitcoin, come tutte le cose al mondo, hanno sia pro che contro. C’è da segnalare che più di un’agenzia governativa sta tentando di arginare il fenomeno, al momento senza riuscirci, ma prima o poi gli interessi in gioco saranno talmente grandi da costringere le istituzioni ad un intervento più drastico. Inoltre oramai “minare” bitcoin è diventato molto “difficile” e per farlo con profitto sono quindi necessari pc appositamente progettati che si trovano sul mercato a prezzi molto elevati e con addirittura liste d’attesa di uno o due anni e come già accennato consumano molta energia elettrica. Nel caso specifico dell’Italia, quindi, il guadagno che si avrebbe “minando” è ulteriormente attenuato dall’elevato costo dell’energia elettrica. Si può quindi dire che investire nel hardware per “minare” bitcoin non è più così conveniente come poteva esserlo nel 2009, soprattutto in Italia.

È da segnalare anche che negli anni, sulla scia del Bitcoin, sono nate molte altre monete virtuali, tutte però rimaste più o meno nell’ombra e non hanno avuto comunque lo stesso successo dei bitcoin, almeno per ora…

Articolo a cura di Ludovico Zuffinetti

Il curioso caso di Beppe Grillo

ImmagineCi risiamo. Un’altra purga dei “dissidenti” per il Movimento 5 Stelle è alle porte. 4 senatori hanno criticato il tono tenuto dal loro leader alle consultazioni con il neo premier Renzi e hanno ricevuto la sfiducia interna al loro partito, rigorosamente online. Pardon, non vogliono essere chiamati “partito”, ma il loro modus operandi ricorda tanto i partiti, come quello comunista cinese, che scacciano gli oppositori politici. 

Sembra quasi sia un vizio del Movimento 5 Stelle: ogni qualvolta accade qualche evento politico anti-popolare (vedi l’elezione non democratica di Renzi) e sul quale il movimento riesce a raccogliere sempre più consensi, sbam. Arriva un’altra pulizia di primavera tra le loro file. Chiunque osi criticare Grillo & Casaleggio viene messo alla gogna, mediatica e virtuale. Stavolta tocca ai senatori Battista, Orellana, Bocchino e Campanella, rei di aver criticato l’atteggiamento tenuto da Grillo nell’ormai mitico incontro-scontro streaming (vedi qui il mio articolo a proposito). Era già successo con altri parlamentari, prima fra tutti la senatrice Gambaro, che aveva denunciato parecchi mesi fa la volgarità dello stesso Grillo nei suoi discorsi. Tutti subito processati per alto tradimento al movimento. Però viene tutto abilmente celato dietro la democraticissima votazione online e il trasparentissimo streaming. Chi porti comunque questi “dissidenti” davanti al patibolo non si sa mai.

Immagine

Il M5S ci ricasca sempre. La democrazia interna sembra essersi dissolta e celata dietro l’obbligo di non parlare ai giornalisti e alle tv, perché tutte corrotte-diparte-disinformate. Tutti diktat rigorosamente provenienti dal vertice G&C. Eppure in 1 anno i cittadini 5 stelle hanno perso tante occasioni di svergognare in pubblico buona parte della politica attuale, forti di argomenti ed eventi contro l’Italia e quindi a loro favore. Perché è proprio su questo che, sinceramente, si è fondato il movimento: l’antipolitica, il popularismo, l’anticasta e tutto ciò che la politica ha fatto per mandare in rovina il nostro Paese. Niente di più vero e drammatico. Ma è qui che risiede il problema. Il Movimento poggia i piedi su un pavimento fatto dalla disperazione degli italiani e sul malessere del Paese. Qualora qualcosa si muovesse, qualora un governo approvi riforme utili e serie che diano un minimo di speranza agli italiani, il loro pavimento comincerebbe a sgretolarsi. E’ come se fossero due elementi inversamente proporzionali: quando il benessere e la speranza degli italiani va giù, il M5S va su nei sondaggi. Triste ma vero. Grillo lo sa e finora ha avuto la strada spianata dal governo Letta che non ha fatto nulla di memorabile. Ora l’incognita Renzi ha il coltello dalla parte del manico. Più che il coltello, direi la scopa dalla parte del manico. Ha la possibilità di ripulire parte dell’Italia e di fare riforme (lavoro, tasse, investimenti) necessarie come il pane. Se fallirà, Grillo e la disperazione avranno vinto nuovamente. Se ci riuscirà, Grillo avrà meno argomenti validi da esporre e meno voti su cui contare.

Bisogna quindi sperare che il M5S un giorno scenda di parecchio nei sondaggi. Non perché lo meritano, tutt’altro. Ma perché vorrebbe dire che gli italiani avranno ricevuto dati incoraggianti, avranno trovato un lavoro, avranno più speranza nel futuro e nella politica. Forse sarà un giorno lontano, ma spero arrivi presto.

Niente di personale eh, ma prima di tutto viene l’Italia.

Ogni maledetto Streaming

Immagine

Piccola considerazione dopo l’incontro in diretta streaming tra Renzi e Grillo.

Alla fine la consultazione è avvenuta, non per volontà di Grillo e Casaleggio (padri-padroni contrari a questa eventualità) ma per volontà degli iscritti al Movimento 5 Stelle che ieri on-line hanno votato “sì alle consultazioni”, anche se con uno scarto di appena 500 voti. Ora, era chiaro che Grillo ha dovuto obbedire ai suoi iscritti del tutto controvoglia e lo si è visto palesemente nella diretta. Innanzitutto, è discutibile il fatto stesso che sia stato Grillo a presentarsi a Roma piuttosto che uno dei suo tanti parlamentari (penso a Di Battista e a Di Maio, che oggi era sì lì accanto, ma solo come fido). Ma il fatto più controverso è stato senz’altro la modalità della “discussione”: il comico genovese ha preso la parola inondando Renzi di tante sporche verità senza fermarsi, senza lasciar parlare l’altro interlocutore, che alla fine ha potuto solamente sbottare “Beppe, esci da questo blog!”.

Una considerazione, tra le tante, merita di esser detta. Una forza politica che rappresenta 10 milioni di italiani ha l’onore e l’onere di dover aprire delle discussioni politiche. Capisco perfettamente il fatto di non voler parlare con “gente che ha fatto sprofondare l’Italia per 20 anni”, ma questa è l’unica frase che da ormai un anno il M5S porta avanti. Ha dimostrato di avere parlamentari seri e competenti, insieme ad altri disastrosi (chiedere al duo Crimi-Lombardi), che troppo spesso però si inchinano alle parole che leggono live dal celeberrimo blog di Grillo. La sensazione è che questo grande movimento, forte del suo 25% di voti, avrebbe dovuto fare concretamente molto di più. L’opposizione l’ha fatta nel migliore dei modi, senz’altro, ma rischia di rimanere un’eterna opposizione se nessuno di loro avanzi proposte alle altre forze e ne imponga il veto. La sensazione è che ad ogni streaming l’Italia perda una grandissima opportunità di far cooperare la sinistra e i 5 stelle. Già l’anno scorso il famoso streaming tra Bersani e il sopracitato duo delle meraviglie Crimi-Lombardi ha mostrato l’incapacità di incidere del voto 5 stelle.

Immagine

Questa non è una difesa del centro-sinistra, anche perché personalmente ho sempre criticato il suo operato in quest’anno così travagliato e molto spesso la sinistra stessa si è resa indifendibile da sé. Tanto meno voglio difendere Renzi, che non ho votato alle primarie, che guardo sempre con un occhio critico e che le ha sparate grosse troppo spesso. Ma criticare sempre e non costruire niente, anche in maniera goffa e non molto edificante, è la peggiore delle possibilità.

Molti non sanno che Grillo nel 2008/2009, agli inizi del suo movimento, tentò di entrare e tesserarsi col Pd, chiedendogli di ascoltare quella voce che si stava levando dal web. Il Pd si oppose perché sentiva come una ridicola presa in giro quella proposta di Grillo. A tal proposito divenne famosa la frase di Piero Fassino, in cui disse “Che Beppe Grillo fondi il suo partito e vediamo poi quanti voti prende!”. 4 anni dopo quel movimento tolse almeno 6 milioni di voti al centro-sinistra. Adesso Pd e M5S viaggiano su due binari diversi, ma su molti temi paralleli. A volte questi binari si incontrano, ad ogni maledetto streaming. Ma niente da fare, non c’è modo di viaggiare insieme. Un peccato per il Paese.

 

Il video dell’incontro qui

Verso il governo Renzi

Immagine

Alla fine è successo. Da quando è stato eletto segretario, tutti, in cuor nostro, lo sapevamo. Matteo Renzi rassicurava tutti, Letta in primis, a stare sereni circa le sue ambizioni da premier e pensare piuttosto a far bene le cose al governo. Ma Renzi a Palazzo Chigi era solo questione di tempo, diciamoci la verità. Eppure pochi si aspettavano che ci arrivasse con una mossa così spudorata e netta come quella concretizzatasi ieri. Si pensava che un’accelerazione tale sulla legge elettorale avesse l’obiettivo di portare al voto il Paese al più presto possibile, in modo da candidare il sindaco di Firenze a capo del governo. Ma così non è stato. Il PD ha deciso che era il momento di cambiare (il premier) e di “uscire dalla palude” in cui Letta ancora ristagnava (cosa indubbiamente vera). Così via un premier, se ne fa un altro. Il terzo, per l’esattezza, senza legittimazione del popolo.

ImmagineFino a 10 giorni fa questa ipotesi della staffetta Letta-Renzi era pura fantascienza. Chi non appoggiava Letta fino in fondo era un eretico. Poi, pian piano, il vento è cambiato. Si è passati dal “ma chi ce lo fa fare?” al “dobbiamo pensarci”, per finire al “Grazie Enrico, ma ora nuovo governo”. Tutto in una settimana. Ora che le dimissioni di Letta si sono avverate, ci si chiede perché tutti in parlamento sembrano aver preferito questo cambio della guardia. Per me i motivi sono essenzialmente 3.

1. Scelta Civica e NCD hanno una paura boia di tornare alle elezioni perché sanno loro stessi che, ad oggi, prenderebbero talmente pochi voti che il parlamento lo potrebbero vedere solo da Google Street View, figuriamoci le cariche di ministri.

2. Renzi e il PD si sono resi conto che l’Italicum necessitava innanzitutto della parallela cancellazione del Senato per funzionare e, se avesse funzionato, avrebbe fatto vincere probabilmente la coalizione del Berlusca, completandone la riesumazione.

3. Napolitano a 88 anni ha contratto una rara allergia alle votazioni del popolo italiano, talmente acuta che appena si accenna alla parola “voto”, Giorgio II esclama “non diciamo sciocchezze! oppure “Serve stabilità!”. Un tic irrefrenabile. Che poi, in Italia c’è stata tanta stabilità da generare 3 governi in 3 anni.

Ora la parola a Renzi che dovrà formare il suo governo. Sa di essersi esposto letalmente al mondo con questo gesto e ha una responsabilità immensa sulle spalle. C’è da chiedersi se avrà la forza sufficiente per affrontare riforme così forti e necessarei che l’Italia le aspetta da 20 anni. Ce la può fare, con qualche dubbio, ma ce la può fare. Non ho pregiudizi. Ma so solo una cosa per certo. Matteo, ora NON HAI PIU’ SCUSE.

The Wolf of Wall Street

ImmagineIeri è uscito nei cinema italiani uno dei film più attesi e discussi dell’anno: The Wolf of Wall Street. La regia di Scorsese e un Di Caprio in stato di grazia hanno creato un cult, il Sacro Graal degli eccessi. Ma il film ha tuttavia qualcosa che lascia perplessi. Ecco la mia recensione.

Il film è ispirato ad una storia vera: alla vita di Jordan Belfort, un broker americano che alla fine degli anni ’80 comincia la sua ascesa nel mondo della finanza a suon di dollari, droga, alcol e prostitute, facendolo diventare in pochi anni un milionario e una delle figure più in vista e controverse di Wall Street, tanto da attribuirgli il nomignolo di “Wolfie”, il lupo.

Con una vita tanto fuori dalle righe, il film non poteva che essere l’emblema degli eccessi: dalla durata (3 ore), alle scene tragicomiche, dall’abuso di ogni tipo di droghe, alla presenza sconsiderata di sesso e linguaggio forte. Il tutto, però, combacia alla perfezione nella pellicola di Scorsese, come un mosaico variopinto che da vicino può sconcertare ma che da lontano, nel suo insieme, diventa quasi un capolavoro.

ImmagineE poi l’interpretazione di Di Caprio vale da sola il biglietto del cinema. La difficoltà del personaggio a prima vista non deve ingannare: non è la storia del solito uomo d’affari composto e da ufficio. E’ l’opposto. E’ l’incarnazione della follia. E Di Caprio la cavalca magistralmente, passando dalla comicità pura alla drammaticità. Fantastiche le scene post-droga. Tra il cast del film, la scena è (quasi) tutta per lui. Anche se le scenografie e il resto degli attori contribuiscono non poco ad elevare la figura di Belfort-Di Caprio.

Tutto porta a pensare che The Wolf of Wall Street sia un film perfetto. Tutt’altro. Innanzitutto la lunga durata dà l’impressione che molte scene siano ripetitive e inserite solo per “allungare il brodo”. Inoltre chi si aspetta molta trama e pochi fronzoli resterà deluso. Qui la trama è quasi sopraffatta dai dettagli e dai contorni che rendono il film così folle. Infine è scontato che l’opera di Scorsese sia sconsigliata per perbenisti, moralisti e famiglie. Mette sullo schermo tutto ciò che un uomo retto non dovrebbe fare, la spietatezza degli affari ai danni degli altri, sesso e tradimento ovunque, droghe come condimento preferito. Di certo non è il film adatto a chi condanna questo tipo di società, tanto più perché è tratto da una storia realmente accaduta.

Tuttavia è impossibile non restare folgorati da The Wolf of Wall Street, una pellicola a cui difficilmente si può attribuire un voto perché si erge come un cult e un capolavoro sui generis, di una categoria a parte. E’ come il migliore dei cd musicali, quello che la prima volta che lo ascolti pensi “Ma che diavolo è questa roba?”, ma poi non riesci a togliertelo dalla testa e lo riascolteresti ancora e ancora. Così è per il Wolfie. L’attesa spasmodica riservata a questo film è senz’altro stata ripagata, nel bene e nel male. Resterà sulla cresta dell’onda per parecchio tempo e gli Oscar saranno il vero banco di prova, perché il primo, il botteghino, è stato e sarà superato senza troppi problemi.

Immagine

Italia, il Paese in cui l’onestà è un difetto

Avete mai provato a chiedervi quale sia il male maggiore dell’Italia? Mafia, Politica, Corruzione, Indifferenza…? Io parecchie volte e tutte le risposte che ho provato e provo a dare hanno come minimo comune multiplo una sola cosa: la mancanza di onestà.

Illustration: Truth and LieSiamo sinceri: sin dall’infanzia e dalla scuola elementare la vita ci ha quasi sempre fatto credere che chi ci rubava il giocattolo, chi mentiva ai genitori o chi ci accusava ingiustamente davanti alla maestra era colui che vinceva nella vita. Era il bambino perfido che tutti conoscevano ma che nessuno o niente al mondo lo poteva scalfire. Con il passare degli anni e lo scorrere delle esperienze queste sensazioni si sono fatte via via più fondate e consistenti. Almeno che tu viva in Italia, ovviamente.

L’Italia e in particolare il Sud è, purtroppo, la terra delle Mafie, dell’omertà, del “non vedo, non sento, non parlo”, dell’illegalità troppo spessa impunita e quasi sempre perdonata troppo facilmente. Proprio il perdono, un’arma così forte e piena di significato, viene usato spropositatamente e senza consapevolezza, senza alcun obiettivo benefico ma che anzi spesso sfocia nella ben più drammatica “indifferenza”.

L’Italia è la terra del calcio e, soprattutto, delle risse negli stadi e nei bar legate al calcio, della violenza gratuita per supportare la “propria squadra del cuore” (sempre che abbiano un cuore). Il calcio che raramente vede il fair play ma quasi sempre insulti razzisti o agli arbitri. Il calcio coinvolto in continui scandali di scommesse e combine con gli arbitri. Il calcio come esplicazione di un Paese.

In tutto questo, trovare una causa o un singolo artefice a questo modo di pensare largamente diffuso è senz’altro difficile. Non perché manchino le alternative ma perché esse sono troppe. Di certo non si può non attribuire gran parte della colpa a quella parte di Stato che dovrebbe dare il buon esempio e tracciare la retta via: la Politica. Da oltre 20 anni il popolo italiano sente e subisce passivamente ogni malefatta che la macchina politica abbia sfornato, da Mani Pulite del 1991 agli ultimi scandali Cancellieri-De Girolamo-L’Aquila. Gli italiani hanno sentito e subito, sentito e subito. E assorbito. Hanno assorbito il modus operandi dei politici che attraverso la corruzione, la prostituzione, l’avidità e la totale mancanza di senso civico e etica morale hanno vissuto le loro vite agiatamente e senza perdere il benché minimo consenso elettorale. Berlusconi ne è il massimo esempio. Ne ha combinate ,e potrebbe continuare a combinarne, di ogni, eppure i suoi elettori lo acclameranno fino alla morte, non tanto perché farà qualcosa di buono ma perché vedono il lui quello che vorrebbero essere loro: un miliardario con tante donne e un potere immenso. L’onestà è assente da troppi anni in quei palazzi in cui dovrebbe essere il principio fondante, il pilastro naturale.

Nel momento in cui ascolti delle intercettazioni in cui un imprenditore de L’Aquila afferma “Che culo il terremoto! Ci pappiamo gli appalti” non trovo il perché si debba continuare ad essere onesti. In fondo, l’esperienza ci ha insegnato che forse essere onesti non serve a niente perché prendi solo schiaffi dalla vita e vieni sorpassato sempre da chi ha barato. In fondo, essere disonesti è la strada più facile e ci confonderemmo anche bene tra tutti gli altri  italiani come noi.

Eppure c’è sempre qualcosa che ci frena a farlo. Forse la speranza che un giorno qualcosa cambi, forse quel barlume di educazione che ci dice che non è giusto farlo, forse l’esempio di chi ha dato la propria vita per rimanere fedele all’onestà e alla lealtà. Di sicuro l’Italia è il Paese più difficile in cui cercare di far cambiare rotta e mente ai propri concittadini, ma le sfide impossibili sono le migliori. E soprattutto perché c’è altrettanta gente là fuori che onestamente e in silenzio manda avanti una nazione, ma non si sente ai telegiornali, non si legge sui giornali. I buoni esempi sono sempre quelli più difficili da scovare.

Perché, alla fine, l’onestà ripaga.

Cosa resterà di questo 2013?

Ricordiamo l’anno che volge al termine con una selezione delle 20 foto più emblematiche e rappresentative del 2013.

Immagine
Gennaio. Barack Obama al secondo giuramento da Presidente degli Stati Uniti (USA)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Papa Benedetto XVI rinuncia al pontificato (Vaticano)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Febbraio. Alle elezioni politiche il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo ottiene più voti di ogni altro partito (Italia)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Marzo. Jorge Bergoglio viene eletto Papa dal conclave. Sceglie il nome di Francesco (Vaticano)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Napolitano viene rieletto Presidente della Repubblica (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Enrico Letta viene incaricato di formare un governo di coalizione (Italia)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Aprile. Attentato alla maratona di Boston: 3 morti e oltre 130 feriti (USA)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Maggio. La nave cargo Jolly Nero urta la torre di controllo del porto di Genova: 9 morti e 4 feriti (Italia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Giugno. Istanbul è messa a ferro e fuoco dalle proteste contro il primo ministro Erdogan (Turchia)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Una Pizza Tahrir strapiena festeggia il colpo di stato che destituisce Morsi (Egitto)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il "royal baby" (UK)
Luglio. Nasce il principe George, figlio di William e Kate: la Gran Bretagna impazzisce per il “royal baby” (UK)
Agosto. L'utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Agosto. L’utilizzo di armi chimiche da parte delle forze lealiste causa migliaia di morti tra i ribelli (Siria)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all'isola del Giglio (Italia)
Settembre. La Costa Concordia viene raddrizzata dopo il tragico incidente del Gennaio 2012 all’isola del Giglio (Italia)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Settembre, In un centro commerciale di Nairobi una sparatoria causata dai militanti di Al-Shabaab causa 72 morti e 175 feriti (Kenya)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Ottobre. Nel Mar Mediterraneo, a poche miglia da Lampedusa, un barcone proveniente dalla Libia si incendia provocando più di 300 morti. (Italia)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il candidato democratico Bill De Blasio viene eletto nuovo sindaco di New York (USA)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
Novembre. Il tifone Haiyan rade al suolo le Filippine: quasi 6.000 le vittime (Filippine)
La-decadenza-di-Berlusconi-Un-rompicapo-tra-mille-dubbi_h_partb
Novembre. Il Senato approva la decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi (Italia)
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all'età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Il leader anti-apartheid Nelson Mandela muore all’età di 95 anni (Sud Africa
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)
Dicembre. Matteo Renzi vince le primarie del PD e diventa il nuovo segretario del partito (Italia)